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I Pupi Siciliani

Il teatro delle marionette

In Sicilia, il teatro delle marionette assume una caratterizzazione unica, sia per i contenuti sia per la tecnica, che prende il nome di ?l'opera dei pupi?. Il repertorio, generalmente in dialetto siciliano, si rifà prevalentemente alle vicende di Orlando e dei paladini di Francia.
I pupi sono espressione delle gesta medievali e dei grandi poemi del Boiardo e dell?Ariosto, segna lo sviluppo di un?educazione sentimentale e di una visione poetica del mondo.

Per secoli i pupi siciliani, abilmente animati da generazioni di pupari, hanno costituito l'unica fonte di istruzione e una delle poche occasioni di svago e di divertimento per le classi più umili, per il popolo poco istruito (analfabeta), in seguito apprezzate anche dalla borghesia.
Il buon puparo, per ottenere tutto ciò, deve essere in grado di trasmettere delle emozioni attraverso il parlato ('u parrari de pupi), la figura e i gesti del pupo, le scene di ambientazione, luci, rumori e musiche.

Nelle epoche passate il successo fu tale che vennero trasposte e create in versione marionettistica anche famose opere liriche e teatrali, ma la "vera" Opera dei Pupi é costituita essenzialmente da due filoni: le gesta di Rè Artù e i dei Paladini di Francia e alcuni personaggi popolari,come:"Firticchiu e suo compare.
Un'altra peculiarità dei pupi siciliani é data dal fatto che ciascuno di essi é un'opera d'arte unica, una scultura di legno, metallo e stoffa, mossa da due aste metalliche, una sulla testa e l'altra nella mano destra, e, da alcuni fili generalmente di spago, differenziandosi ancora di più dalle tradizionali marionette (molto più piccole e mosse solo da dei fili).

Il più celebre dei personaggi-pupi è Orlando, cavaliere forte e leale, che è addobbato con un abito rosso, impugna la durlindana, caratteristica spada ricurva ed è protetto dallo scudo ed un elmo con un cimiero raffigurante un'aquila. Capitano dei paladini, noto anche per il suo strabismo, è il prototipo dell'uomo fedele e leale e che ha poca fortuna con le donne. Sposò Aldabella, sorella di Oliviero. Protagonista sempre vincente di numerosi combattimenti.
Nella Rotta di Ronsisvalle, Rolando, il nobile nipote di Carlo Magno, combatte contro i mori che sono in numero sovrastante e fa strage di nemici. Il suo valore non ha pari e neppure lo sfiora l?idea di suonare il suo Olifante (corno ricavato dalla zanna di elefante), che sarebbe stato sentito dallo zio e quindi si sarebbe salvato la vita. Così l?eroe si batte fino all?ultimo respiro; la sua spada, che racchiude nel suo manico le reliquie dei santi, fa il vuoto intorno a sé; i nemici cadono falcidiati dall?eroe. Solo quando si accorge di avere sbagliato suona il suo fido corno e ?decide di lasciarsi morire? (nonostante che il suo corpo fosse invulnerabile), raccomandando la sua anima a Dio. Il Signore lo chiama a sé e manda gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele per accompagnarlo verso la Sua gloria.

Oltre Orlando vanno ricordati:

- Rinaldo di Montalbano, lo spirito ribelle che ebbe il coraggio di fuggire dal seminario, di dedicarsi alle avventure amorose con donne pagane (pur essendo sposato a Clarice), il simbolo dell'uomo scaltro. Molto amato dal pubblico per la sua generosità, più elegante del cugino Orlando, con abito verde e un cimiero raffigurante un leone. (Considerato dagli spettatori "u forti o 'u Tommi Mich" della situazione, paragonandolo a Tom Mix, eroe del cinema western muto).
- Angelica, il più famoso personaggio femminile dell'Opera dei Pupi, principessa pagana, venuta nelle Corti francesi per creare scompiglio, a causa della sua bellezza e del suo carattere intrigante e provocatorio, perfino Orlando e Rinaldo si sfidarono per amore suo; il suo matrimonio con Medoro è causa della pazzia di Orlando.
- Gano di Magonza, dopo la morte di Milone per mano dei Saraceni, ha sposato Berta, la madre di Orlando e sorella di Carlo Magno. Gano, appartenente al gruppo dei Magonzesi, il cattivo, il traditore per eccellenza del quale non ci si può certamente fidare, rappresentato sempre con un volto barbuto, claudicante nel camminare e dall'aspetto sgraziato, tanto da esaltare ancora di più la differenza tra bene e male. Pur essendo un paladino, rappresenta il peggior traditore dell?esercito dei Paladini. Però era astuto, tanto da essere considerato dal re un suddito fedele e un prode paladino, e quindi da accettare qualsiasi consiglio. Il suo nome è associato alla scorrettezza e ipocrisia (paragonato a Giuda). Riuscendo ad essere perfino invidioso del proprio figliastro Orlando, per i favori concessi dal Re Carlo. Appena era possibile cercava di rovinare o addirittura far morire i più valorosi paladini come Rinaldo, Ruggiero, Bradamante, Orlando. Tante volte tradì e cercò di distruggere il regno di Francia, finché un giorno ebbe l?occasione giusta, e con un vile e atroce inganno tradisce la propria patria, mettendosi d?accordo con il principe di Saragozza e svelando ai Saraceni il modo per cogliere di sorpresa a Roncisvalle la retroguardia franca di ritorno dalla Spagna. A capo di essa c?era Orlando, che esitò a suonare l'Olifante per chiedere soccorso, causando così la morte dei suoi compagni e propria. La retroguardia viene sconfitta, ma Gano avrà una punizione orribile per il suo tradimento: egli sarà squartato vivo e i suoi resti bruciati e sparsi al vento.
- Carlo Magno, l'imperatore di Francia da cui prende il nome il ciclo carolingio; figlio di Pipino il breve;
- Ferraù, figlio di Falsirone e Lanfusina, nipote di Marsilio re di Spagna ed è uno dei più forti e soprattutto più superbi tra i cavalieri saraceni di Spagna. Grazie ad un incantesimo egli è invulnerabile, tranne che nell'ombelico, infatti usa portare sulla pancia un'armatura spessa sette volte più del normale. Ucciso da Orlando al termine di una lunga disputa teologica e un duello di tre giorni fra i due, proprio dopo che avrebbe detto ?Sono incantato nell?ombelico ma non te lo dico?. Ferraù prima di morire chiese il battesimo, che Orlando gli concederà, permettendo alla sua anima di andare in Paradiso.
- Agricane, un re della Mongolia ed imperatore della Cartaria, dopo numerosi combattimenti si scontra con Orlando. Il duello che dura due giorni, termina con la morte del re tartaro che, poco prima di morire si converte alla religione cristiana. Il suo corpo venne deposto in armi, come in un bel monumento funerario rinascimentale, presso la fontana dell'acqua con cui era stato battezzato.
- Ruggiero dall?Aquila Bianca, il conte guerriero, sposo di Bradamante; sgozzato nel sonno da Gano;
- Astolfo, dalla lingua lunga; ebbe molte avventure tra cui quella di recuperare il senno di Orlando, volando in Paradiso con l?Ippogrifo (cavallo alato), muore a Roncisvalle.
Ed ancora: le guerriere Marfisa e Bradamante (sorella di Rinaldo); la maga Alcina; Alda la Bella, sposa di Orlando; Erminio della Stella d'oro; Ricciardetto, Mandricardo, Fioravante, Rizzieri, Buovo d'Antona, Agollaccio, Uzeta il catanese, il re spagnolo Circasso Sacripante, il sultano Solimano, Gemma della fiamma, Clarice (fidanzata di Rinaldo), Pulicani (mostro dalla faccia umana e corpo di bestia), Malagigi, Peppinino (curiosa macchietta comica catanese, che manda in ridere l'atmosfera tragica ed è l'equivalente del palermitano Nòfriu).

Commenti

Inviato da Carmelo Rodolfo... il
ho guardato sempre lo spettacolo dei pupi con bella storia tra orlando e paladini francesi.......................quando ero piccolo

Inviato da Giovanna Billè il
il mio povero papà li adorava pensa che quando sono nata io voleva chiamarmiu Circe come la maga e solo il fatto che fosse nrimasto orfano di madre in tenera età glilo ha impedito xkèp ha preferito darmi il nome della nonna

Inviato da Giovanna Billè il
il mio povero papà li adorava pensa che quando sono nata io voleva chiamarmiu Circe come la maga e solo il fatto che fosse nrimasto orfano di madre in tenera età glilo ha impedito xkèp ha preferito darmi il nome della nonna

Inviato da Albert Pedone il
pedone alberto lopera dei pupe mi ricorda la mia infancia a tunisi cera ilteatro dei pupi e io per entrare sensa pagare dovevo girare lla manivela del piano che sonava sempre la stessa musica

Inviato da Albert Pedone il
pedone alberto lopera dei pupe mi ricorda la mia infancia a tunisi cera ilteatro dei pupi e io per entrare sensa pagare dovevo girare lla manivela del piano che sonava sempre la stessa musica

Inviato da Albert Pedone il
pedone alberto lopera dei pupe mi ricorda la mia infancia a tunisi cera ilteatro dei pupi e io per entrare sensa pagare dovevo girare lla manivela del piano che sonava sempre la stessa musica

Inviato da Alfredo Margarone il
perche non fate uscire con qualche rivista un dvd con qualche storia dell'opera dei pupi?sicuramente andrebbe ha rubba non appena uscirebbe .se potete ,vi ringrazierebbero in molti, ci spero tanto un grazie di cuore

Inviato da Joseph Larocca il
Mi ricordo, Caltanissetta, con 30 lire potevamo vedere una storia intera, Orlanda e Rinaldo, Carlo Martello, Guerino detto il meschino, Fioravanti e Rizzieri...e tanti altri. Poi andavamo per le strade, a cavallo di un bastone, con cappello di carta e la spada di legno...(la turlindana) bei tempi...

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