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Aci e Galatea

Parliamo di amori impossibili , quando un brutto, anzi bruttissimo s?innamora di una ragazza bellissima e questo sentimento non è ricambiato.
Galatea era una ninfa molto bella, elegante e leggiadra. Su di lei puntò il suo unico occhio Polifemo, che un giorno, uscendo fuori da uno dei crateri dell?Etna vide la fanciulla su una spiaggia assieme a delle amiche, e, vista la bellezza, se ne innamorò.
Polifemo era brutto e rozzo e puzzava un pò. Era un gigante e incuteva paura con il suo occhio rotondo e fiammeggiante. Ma il cuore gli s?intenerì e volle iniziare a corteggiare Galatea.
Ma la giovane era già innamorata, tanto che ogni giorno lasciava le amiche e le sorelle in spiaggia e andava a trovare il suo amato vicino la scogliera. Il giovane pastore si chiamava Aci, figlio del dio Pan, protettore dei monti e dei boschi.
Polifemo comunicò il suo amore a Galatea ma questa, non solo ne fu inorridita ma addirittura lo denigrò.
Lo prese in giro, si burlò di lui ma Polifemo con estrema pazienza attendeva che la ninfa lo degnasse di uno sguardo.
Il gigante era talmente innamorato che addirittura cercò di diventare bello. Infisse alcuni pioli in un grosso tronco di pino e ne fece un pettine per i capelli e la barba ,utilizzò delle scarpe fatte con due barche che aveva distrutto per l?occasione e uccise un gran numero di lupi, di volpi e di montoni per cucirsi una veste. Smise addirittura di mangiare uomini e iniziò a suonare la zampogna per fare delle serenate alla sua bella. Ma Galatea non accettava le avance e continuava a dirgli che era brutto, mentre il suo amato Aci era bellissimo.
La ninfa era un po? capricciosa e non si rendeva conto che con il suo modo di agire, burlandosi del ciclope, non faceva altro che farlo innervosire.

Un giorno Galatea andò a trovare Aci e, mentre erano abbracciati stretti in un bosco, li vide Polifemo.Il Ciclope accecato dalla gelosia sradicò dal suolo un?enorme roccia e la lanciò addosso ad Aci, schiacciandolo.
Il corpo del povero pastorello era, lì, sotto la roccia senza più vita.Galatea alla vista del suo amore gli si gettò addosso piangendo tutte le lacrime che aveva in corpo. Il pianto senza fine destò la compassione degli Dei che vollero attenuare il suo tormento trasformando Aci in un bellissimo fiume che scende dall'Etna e sfocia nel tratto di spiaggia, dove solevano incontrarsi i due amanti.

Molti paesini attorno a Catania prendono il loro nome dal povero pastorello Aci: Acitrezza, Acicastello, Acireale ecc.

Autore: Alessandra Cancarè

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