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Riserva Naturale Orientata Monte Cofano

La Riserva ricade nel territorio del Comune di Custonaci (Tp), interessa il promontorio calcareo che separa il Golfo del Cofano da quello di Bonagia. L?Azienda Regionale Foreste Demaniali, gestore dell'area protetta, vi ha tracciato, sfruttando l'antica viabilità, una serie di sentieri corredati da apposita segnaletica che permette di visitare la Riserva senza particolari difficoftà.

Là particolare conformazione geomorfologica e la posizione geografica del rilievo fanno di questo sito uno dei biotopi tra i più importanti in Sicilia dal punto vista naturalistico ambientale e da quello paesaggistico. Solitario e imponente, il promontorio del Cofano, infatti, si erge a 659 m s.l m. su uno dei tratti costieri più integri dei trapanese, connotandolo con le sue dolomitiche forme aguzze e le mutevoli cromie delle sue rocce. Tali caratteristi-che sono l'esito della vicenda geologica del promontorio, generato nel Triassico dal sollevamento di imponenti depositi calcarei sottomarini: I'alternanza di periodi freddi e caldi e l'azione delle acque sulle rocce carbonatiche carsiche lo hanno, infatti, vistosamente modellato, creando in superficie karren, doline e inghiottitoi e, in profondità, numerose grotte ed anfratti, elementi tipici del paesaggio carsico. Tra queste cavità (ne sono state censite ben 6), impreziosite da complesse morfologie, sono da ricordare l'Abisso delle Gole, I?Abisso del Purgatorio, la Grotta di Monte Cofano.

L?attuale paesaggio vegetale di Monte Cofano non è quello che, sino a qualche secolo fa, ne connotava le pendici. Come per molti altri rilievi costieri isolani, infatti, l?attività entropica esercitatavi e gli incendi ne hanno mutato il paesaggio originario a macchia- foresta determinando lo sviluppo secondario della macchia bassa, tranne che in alcune aree marginali, accidentate ed inaccessibili, ove, ancora, residuano bei lembi di
querceti. Ciò, tuttavia, non deve far pensare ad un territorio arido: la fisionomia vegetale dell'area protetta, infatti, non finirà di stupire il visitatore, specie in primavera.
La Riserva ospita, infatti, un'ampia varietà di specie - oltre 300, di cui molte endemiche o rare - e un importante complesso di piante rupestri - la principale peculiarità dell'area protetta - alcune delle quali vegetano in zone mai disturbate dall'uomo Distanza dalla linea di costa, quota, esposizione, tipi di terreno, determinano una serie di fasce vegetazionali di distribuzione chiaramente percepibili procedendo lungo i sentieri della Riserva. Le rupi marine ospitano, tra le altre, I'endemico Limonio di Boccone (Limonium bocconei), l'Asterisco marittimo (Asteriscus maritimum), la Silene conica (Silene sedoides); a ridosso di queste sì estende la fascia della Palma nana(Chamaerops humilis), unica specie indigena d'Europa, in associazio¬ne con il Lentisco (Pistacia lentiscus), il Teucrio ( Teuoium chamadris), l'Euforbia (Euphorbia dendroides). Mofti gli endemismi presenti sulle rupi, alcuni dei quali esclusivi dell'area: lo Sparviere di Monte Cofano (Hieracium cophanense), l'Erica siciliana sicula), I'Elicriso rupestre (Helichrysum rupestre), il Cavolo di roccia (Brassica drepanensis). Più in quota e sui brecciai, i residui lembi di boscaglia a Leccio (Quercus ilex), Olivastro (Olea europea var. oleaster), Terebinto (Pistacia terebintus), ed alcune specie di Frassino. Notevole la presenza di ofridi ed orchidi (circa 60 specie), tra le quali le endemiche Orchidee di Branciforti (Orchis brancifortii Biuona) e Vesparia (Ophrysapifera). Una notazione a parte per l'effimera area umida posta alla base del versante sud orientale del rilievo, una modesta depressione carsica le cui acque ospitano il Ranuncolo di Baudot (Ranunculus bilobus) e la Lenticchia d'acqua (Lemna gibba).
II particolare interesse faunistico della Riserva risiede principalmente nel cospicuo contingente avifaunistico che vi nidifica (oltre 50 specie). Esso annovera, infatti, tra le specie più rare e significative, I'Aquila del Bonelli (Hieraaetus fasciatus), il Falco Pellegrino (Falco peregrinus), la Coturnice di Sicilia (Alectoris graeca whitakeri), l'Averla capirossa, (Lanius senator) la Sterpazzola di Sardegna (Syluia conspicillata), il Corvo imperiale (Corvus corax)o e poi, la Civetta, il Barbagianni, l'Allocco, il Falco di palude, il Pecchiaiolo; sulle scogliere, poi svernano Cormorani e Sule e vi sostano il Martin pescatore e vari trampolieri. Tra i mammiferi, da ricordare la presenza dell'istrice, della Donnola, del Coniglio, della Volpe, dell'Avicola dei Savi; numerosi, infine, i rettili.

La presenza dell'uomo nell'area di Monte Cofano è attestata sin dalla Preistoria (Grotta Mangiapane, Grotta Scurati, Grotta Grande, Grotta del Crocefisso) ma i segni più vistosi sono riferibili ad epoche più recenti: si tratta delle torri di avvistamento - edificate a partire dal XVI secolo - di San Giovanni e della Tonnara, quest'ultima caratterizzata da una insolita pianta a forma stellare, e del settecentesco ed articolato Baglio Cofano - complesso di edifici a servizio della fruizione della Riserva - le prime due site sulla linea di costa, il secondo presso le pendici meridionali del rilievo, in un sito di straordinario pregio paesaggistico e naturalistico.

L?Ente gestore ha realizzato tre agevoli sentieri che consentono di visitare per intero la Riserva. Il primo (Sentiero del Mare) si snoda lungo I'incontaminata linea di costa, dispensando scenari altamente suggestivi sia sul mare, sia sulle incombenti pareti del rilievo. Partendo dal borgo di Comino (che si raggiunge da Custonaci) e doppiando, via via, le punte Barone, del Saraceno e della Croce, esso si conclude nell'ampia baia di Castelluzzo (che si raggiunge da San Vito Lo Capo e Custonaci)procedendo lungo questo agevole percorso si avrà, così, l'opportunità di ammirare le belle scogliere calcaree fortemente erose dal mare ed alcuni tratti del "trottoir a vermeteus", un "marciapiede" organico costruito dai molluschi marini che indica l'ottimo stato di salute delle acque (ricordiamo che nello specchio d'acqua compreso tra Monte Cofano e il Golfo di Custonaci è prevista l'istituzione di un'Area Marina Protetta). II secondo (Sentiero Baglio), discende dal Baglio Cofano sino alla Tonnara di Cofano (così collegandosi al Sentiero del Mare), muovendosi lungo il versante orientale dei rilievo e dispensando grandiosi scenari sul golfo omonimo. Il terzo (Sentiero Scaletta), snodandosi ai piedi del versante meridionale del rilievo, congiunge i punti di partenza e di arrivo del Sentiero del Mare e consente di raggiungere il Baglio Cofano. Un ultimo sentiero, molto impegnativo, (non inserito fra quelli proposti dall'Ente gestore) raggiunge dal Baglio Cofano la vetta del rilievo dalla quale si aprono grandiosi scenari sui golfi di Bonagia e del Cofano.

Si ringrazia per le foto Rosario Cusenza e Ninni Gerbino

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Commenti

Inviato da Arone Dalessandria il
Bell'articolo , belle foto,da ragazzino in vacanza (io sono di Palermo) andavo sotto Monte Cofano a pescare le viole (donzelle in italiano) ma prima andavo a prendere la esche proprio proprio li a terra, i babbaluci non mancano mai .Che per il pesce di fondo sono una ottima esca ma sopratutto gratis .

Inviato da Antonia Malfitana il
guardando questi posti naturali così belli, sono veramente fiera, di essere siciliana.

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