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La Processione di Sant'Alfio

s.alfio lentini

Il Santo Patrono di Lentini si festeggia il 9, 10 e 11 maggio e sin dall'alba del 1° maggio i lentinesi vengono svegliati dal suono del campanone della matrice e dallo sparo cadenzato dei masti. Nella notte u paraturi ha vestito a festa la cattedrale con drappi rossi e bianchi ed è stato preparato l'altare sulla cripta dei tre fratelli Alfio, Filadelfo e Cirino, martiri uccisi nel 253 d.C..

Le bande musicali percorrono le vie cittadine per fare sapere a tutti che si avvicina l'uscita del santo. Nel tardo pomeriggio, nella Chiesa della fontana, viene celebrata la novena dei santi martiri. Fino al 9 maggio ogni giorno ci saranno spari e suoni di campane e la stessa novena nella Chiesa della fontana.
Nella grotta che fu il carcere dei tre martiri viene allestita la scena del martirio con il crudele Tertullo, le trepidanti Tecla e Giustina e i tre martiri in estasi, perché vedranno il volto di Dio.

I festeggiamenti veri e propri cominciano la sera del 9 maggio, quando la reliquia viene portata in processione per le vie della città. Il corteo passa davanti al municipio, dove tutte le luci sono accese e nel balcone principale è esposto il gonfalone della città.
In piazza Duomo la processione si ferma davanti al palco con la banda ed attende i fuochi d'artificio. All'una di notte esce la vara accompagnata da uno scampanio e da una salva di botti, che a stento coprono le grida della folla.

Di particolare suggestione sono i nuri, devoti scalzi e seminudi, che, con attorno al corpo la fascia rossa del martirio ed in mano un mazzo di fiori o sulle spalle un cero, percorrono, nella stessa notte tra il 9 e il 10, un antichissimo giro santo; gli uomini più giovani procedono spesso di corsa, elevando lodi ai santi martiri.

La giornata successiva è quella del trionfo, alle ore 10 del mattino, il fercolo d'argento esce dalla Chiesa Madre e viene portato in processione per le vie della città, osannato dalla folla al grido prima Diu e poi li santi e viva i Mattri santi e salutato da una assordante esplosione di mortaretti.

Sant'Alfio, seduto sulla poltrona d'argento, donata nel secolo scorso dal senatore Luigi Beneventano, viene portato fuori dal sagrato, scortato dai cavalieri del Santo Sepolcro con il mantello bianco crociato di rosso, la deputazione, i devoti spingitori, i canonici con la mozzetta purpurea.

Quando il corteo giunge davanti al municipio, si apre il portone e il gonfalone della città, il Sindaco, la giunta comunale al completo e le autorità civili e militari si uniscono alla processione. Particolarmente suggestivo è pure il rito, che si celebra anch'esso il 10 mattina, dei picciriddi spugghiati, bambini spogliati e dedicati al santo. I festeggiamenti si concludono all'alba dell'11 mattina, quando Sant'Alfio rientra in Chiesa e scoppiano gli ultimi mortaretti.

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