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Storia della nascita della Sicilia

Il nome Sicilia non deriva dall'unione delle due voci greche sik (fico) ed elaia (ulivo), che starebbe a significare la fertilità della terra siciliana. Non deriva neanche dalla voce italica sica (falce) e dal popolo dei siculi che l'abitarono...assolutamente noooooo...prende il nome da una bellissima principessa di nome Sicilia (chissà perchè sono sempre tutte belle) il cui destino inizialmente non fu molto clemente con lei.

Per scongiurare il pericolo che la povera giovane potesse finire nelle fauci dell'ingordo Greco-levante, che le sarebbe apparso per divorarla sotto le mostruose forme di un gatto manlinone (non so cosa vuol dire sta parola però si dice così), non appena compì quindici anni (così voleva il destino) il padre e la madre la misero in una barchetta in balia delle onde.

Dopo tre mesi, quando ormai la povera Sicilia aveva raggiunto la taglia 36 e con le doppie punte bruciate dal sole, finite le provviste credeva di dover morire di fame , la barchetta si arenò su una spiaggia meravigliosa, piena di fiori e di frutti, ma assolutamente deserta e solitaria.

Quando la giovinetta ebbe pianto tutte le sue lacrime, ecco improvvisamente spuntare accanto a lei un bellissimo giovane (tutte le fortune capitano a loro, non solo principesse, pure il bel giovane...), che la confortò e le offrì amore. Le raccontò che tutti gli abitanti erano morti a causa di una peste, e che il destino voleva che fossero proprio loro a ripopolare quella terra con una razza forte e gentile (vedi che scuse inventavano prima gli uomini per provarci con una donna), per cui l'isola si sarebbe chiamata col nome della donna che l'avrebbe ripopolata.

La terra infatti si chiamò Sicilia, e la nuova gente crebbe forte e gentile, e si sparse per le coste e per i monti.

Pensate che questa storia non possa essere vera?

Ovviamente è verissima!

Inoltre, le montagne, i fiumi, i laghi della Sicilia non derivano da fenomeni carsici, da sedimentazioni, da corrugamenti?da fenomeni geologici vari, ma dalla storia meravigliosa e delicata che segue...

I tre promontori, che danno alla Sicilia il suo tipico aspetto triangolare, sarebbero il frutto della fantasia di tre ninfe, che giravano per mari e per terre prendendo dalle parti più fertili del mondo un pugno di sabbia mescolata con sassolini.

Le tre bellissime fanciulle, sotto il cielo più limpido ed azzurro del mondo, da tre punti diversi gettarono il loro pugnetto di terra nel mare, e vi lasciarono cadere i fiori e i frutti che conservavano nelle vesti e tra veli che le ricoprivano.

Il mare, al loro apparire, si vestì di tutte le luci dell'arcobaleno, e rise nelle sue grazie leggiadre ed infinite; e a poco a poco si solidificò, e dalle onde emerse una terra variopinta e profumata, ricca di tutte le seduzioni della natura.

I tre vertici del triangolo, dove le tre ninfe avevano iniziato la loro danza, divennero i tre promontori estremi della nuova isola, che poi i geografi avrebbero chiamatoTrinacria, cioè la terra dalle tre punte

Autore: Alessandra Cancarè

Commenti

Inviato da Rosa Maria Moga... il
sei unica Alessandra!!! leggere le tue leggende è veramente piacevole...bravissima!!!

Inviato da Carmen Tagliarino il
queste storie sono bellissime, le leggero' ai miei figli prima di addormentarsi....... altro che cenerentola!

Inviato da Maria Pia Genna... il
MI PIACE LEGGERE QUESTE STORIE VERE O LEGGENDARIE KE SIANO ARRICCHISCONO LO SPIRITO LA VOGLIA DI ROMANTICISMO KE OGNUNO DI NOI POSSIEDE. GRAZIE A QUESTE PAGINE STO RISCOPRENDO LA VOGLIA DI TORNARE A VISITARE LA SICILIA E I LUOGHI KE MI HANNO VISTA BAMBINA SONO PIU' DI 40 ANNI KE NON TORNO

Inviato da Mariella Bellia il
Amo leggere queste storie sono belle e mi fanno sognare. Era da tanto tempo che non ne leggevo una bella così. Grazie Alessandra , anche se per poco minuti sono tornata bambina...

Inviato da Mariella Bellia il
Amo leggere queste storie sono belle e mi fanno sognare. Era da tanto tempo che non ne leggevo una bella così. Grazie Alessandra , anche se per poco minuti sono tornata bambina...

Inviato da Mary Li Volsi il
Ma che bella persona che sei!!!!! Grande davvero! Grazie sempre per quello che ci racconti su quest'isola incantata.

Inviato da Mathilde Gandolfo il
Mi interressa sempre la storia della sicilia li dove sono nati i miei genitori

Inviato da Maria Luisa Geraci il
grazie Alessandra....con le tue splendide storie siciliane mi rendi meno penoso il mio soggiorno al nord.....la nostra Sicilia mi manca tantissimo...

Inviato da Maria Luisa Geraci il
grazie Alessandra....con le tue splendide storie siciliane mi rendi meno penoso il mio soggiorno al nord.....la nostra Sicilia mi manca tantissimo...

Inviato da Ada Nastasi il
bella!!! mi piacerebbe ke allo stesso modo si risolvessero tanti problemi della nostra sicilia... con legiadria e romanticismo proprio kome questa leggenda

Inviato da Ignazio De Blasi il
Amo ed apprezzo la mia Sicilia da sempre e come pittore-poeta-cantastorie trascrivo da diversi anni in versi siciliani, tutto quello che questa terra ricca di culture millenarie rappresenta tra storie e leggende. Da essa ne traggo i miei spunti, decantandola attraverso i miei poemi che poi illustro nei miei cartelloni coloratissimi, diverse tematiche dando modo alle nuove generazioni e a tutti di entrare dentro un mondo fantastico ancora incontaminato, tramite la figura del tipico cantastorie e che mi onoro di rappresentare con stimolo e passione. Ignazio De Blasi "Il cantastorie del Belìce"

Inviato da Ignazio De Blasi il
Amo ed apprezzo la mia Sicilia da sempre e come pittore-poeta-cantastorie trascrivo da diversi anni in versi siciliani, tutto quello che questa terra ricca di culture millenarie rappresenta tra storie e leggende. Da essa ne traggo i miei spunti, decantandola attraverso i miei poemi che poi illustro nei miei cartelloni coloratissimi, diverse tematiche dando modo alle nuove generazioni e a tutti di entrare dentro un mondo fantastico ancora incontaminato, tramite la figura del tipico cantastorie e che mi onoro di rappresentare con stimolo e passione. Ignazio De Blasi "Il cantastorie del Belìce"

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